Bob Kennedy - The dream

Bob Kennedy. The Dream - Emotional Interactive Experience è un grande ritratto, il toccante racconto di un uomo, l’affresco di una figura tra le più amate e importanti del XX secolo. Bob si oppose alla guerra in Vietnam e si schierò a favore della lotta per i diritti civili, con intensità di toni e grande passione, denunciò le ingiustizie e le diseguaglianze.

Le sue parole scolpite nel tempo risuonano oggi come allora nelle coscienze di tutti. Parole come quelle del celebre e appassionato discorso del 1968 sul Pil – capace di calcolare il nostro benessere materiale, ma non di misurare ciò che di più caro abbiamo, la nostra felicità -, discorso che apre la mostra e ne introduce il suo concept, stabilendo un ponte tra il temp o in cui venne pronunciato, il nostro oggi e il futuro dei nostri figli. Attraverso diversi linguaggi tecnologici, che simboleggiano ognuno la propria epoca, viene così sancito un matrimonio di ideali senza età.
Ad accogliere gli spettatori c’è il volto sorridente e vitale di Bob e grazie a speciali teche emozionali, gli spettatori rivivranno i momenti più significativi della sua vita, dal rapporto con il fratello John fino a quel commovente addio che milioni di persone gli tributarono stringendosi in una catena umana lunga chilometri nel giorno del suo ultimo viaggio. Un quadro immediato, di forte impatto visivo, che racchiude in sé il senso di un percorso narrativo, multimediale, immersivo e interattivo, dove la tecnologia genera emozioni che si traducono in un racconto commovente e immediato, capace di parlare a tutti.

 

Il progetto

Cuore della mostra sono le sale dotate della tecnologia Lighting Touch 7.0®, la più sofisticata attualmente sul mercato nel campo dell’interattività che permette ai muri di prendere letteralmente vita: grandi videoproiezioni a 360° si modificano, mutano e si evolvono in tempo reale al tocco degli spettatori. Nuove finestre pop up, grafiche, galleries, didascalie virtuali, approfondimenti storici, nuove immagini e tutto ciò che la fantasia può immaginare prende vita in una spettacolare proiezione per un’esperienza coinvolgente e totalizzante.

Ci immergeremo nella vita di Bob Kennedy, in quella della sua famiglia e della dinastia Kennedy, esploreremo “l’altra America” e il ‘68, Martin Luther King e le battaglie per i diritti civili, fino al cuore degli ottantadue giorni della campagna elettorale che lo vedrà partire in sordina e poi crescere sempre di più, in una corsa avvincente, giunta infine a prospettare una concreta chance di vittoria e di elezione a Presidente degli Stati Uniti. L’avvicinarsi alla Casa Bianca rappresentava la realizzazione di un sogno: il sogno di cambiare il mondo.

Bob aspirava a un mondo migliore e più giusto per sè, per i suoi figli, per i milioni di persone che lo amavano e per le generazioni future. Un sogno, questo, che terminerà nel peggiore dei modi, interrotto drammaticamente la sera del 4 giugno 1968 da alcuni colpi di arma da fuoco che ferirono a morte il senatore Bob Kennedy. Evento che segnò in maniera indelebile la società americana (ma non solo). Quei colpi di pistola spensero una speranza, fecero svanire un sogno e cambiarono il destino di una generazione. Grandi campiture di colore irregolari e asimmetriche sono state create all’interno dell’allestimento della mostra a simboleggiare metaforicamente tutto ciò che quell’assassinio infranse.

Il Sogno [the Dream] che si concretizzava nelle parole e nelle azioni di Bob Kennedy rimane un testamento della sua fede nei giovani come la migliore speranza per un futuro migliore, della sua convinzione che l’insieme di piccole azioni individuali possa produrre i grandi cambiamenti.

All’ultima sala è affidato il compito di raccontare l’attualità del pensiero di Bob Kennedy e la contemporaneità delle sue parole.
Una stanza circolare, senza bordi, simbolo di quel mondo senza spigoli e confini sognato da Bob, si trasforma in uno spazio partecipativo in cui siamo tutti uguali, così come nella società che auspicava.

È questo un ambiente con un’immersività ancora più profonda, intima, che riprende il concetto delle piccole azioni individuali, singole postazioni in cui ognuno potrà vivere una nuova esperienza personale entrando totalmente in contatto con Bob Kennedy, con i suoi pensieri, le sue idee, le sue parole, e finanche i suoi gusti e dove potrà per esempio scoprire curiosità come la sua passione per il gelato al cioccolato affogato nel cioccolato fuso o le canzoni che amava non solo ascoltare ma anche cantare.

Quel sogno che Bob aveva prima immaginato e poi perseguito, lo vivremo insieme a lui, più contemporaneo che mai.
Il finale della mostra è quindi tutto rivolto al presente e al futuro. Vedremo come tanto i progetti di prestigiose istituzioni pubbliche e private, come il Robert F. Kennedy Human Rights, quanto le aspirazioni e l’impegno civico di milioni di comuni cittadini in tutto il mondo, rendano più che mai attuale, ancora oggi, l’eredità spirituale e politica di Bob Kennedy.

Il sogno continua.

I curatori

Alessandro Marrazzo

regista e direttore artistico

Alessandro Marrazzo è regista, scenografo, show designer, lighting designer, sceneggiatore e autore televisivo. Comincia la sua formazione frequentando il liceo artistico e in quegli stessi anni entra in contatto con artisti del calibro di Gilberto Zorio, Luigi Mainolfi e Marco Gastini diventandone assistente. Terminato il liceo si iscrive all'Accademia di Belle Arti (che concluderà laureandosi con 110/110 e lode) e contemporaneamente lavora come direttore tecnico presso il Teatro Juvarra di Torino.

Il 1993 è l'anno dell'incontro con il cinema: a soli 24 anni comincia a firmare scenografie per i film dei maggiori autori italiani ed ha oggi al suo attivo decine e decine di lungometraggi. Candidato più volte ai maggiori riconoscimenti del settore (ricordiamo le nominations al Ciak d'oro ed ai Diamanti al Cinema), nel 2006 viene riconosciuto miglior scenografo dell'anno conquistando il prestigioso premio internazionale Chioma di Berenice Asc Cinecittà Studios. Fervente sostenitore della scenografia come vera e propria drammaturgia visiva, intorno agli anni duemila comincia ad occuparsi di regia, studia sceneggiatura presso l’università La Sapienza di Roma e lighting design con i grandi nomi dello showing designer europeo.
Tra i pochi artisti italiani capaci di passare dal teatro di ricerca, al musical, dai grandi recitals comici per i palazzetti dello sport, all'opera lirica. È uno degli scenografi cinematografici più importanti d'Italia.

È regista di spot pubblicitari per la tv. Spesso anche autore del soggetto, della sceneggiatura e della scenografia, ha realizzato prodotti per le principali reti televisive nazionali ed europee. È regista e show designer di grandi eventi e spettacoli live. È regista, autore e scenografo di trasmissioni televisive. Ha lavorato per le principali reti televisive italiane (RAI e MEDIASET). È regista, autore, scenografo e lighting designer di spettacoli teatrali. Ha lavorato per le principali compagnie italiane e per gli artisti più popolari. Artista poliedrico, oggi lavora professionalmente in tutti gli ambiti dello spettacolo, dal cinema al teatro, dalla tv alla lirica, dagli spot pubblicitari agli allestimenti museali, dall'animazione alla multimedialità.

Giovanni Borgognone

consulenza scientifica

Giovanni Borgognone insegna Storia delle dottrine politiche all’Università di Torino. È membro di direzione delle riviste scientifiche «Passato e presente» (FrancoAngeli) e «Storia del pensiero politico» (il Mulino) e di «Politikòn zôon. Collana di storia del pensiero politico» per l’editore Aracne.

È autore di numerosi saggi e monografie, tra cui La destra americana. Dall’isolazionismo ai neocons (Laterza, Roma-Bari 2004), Come nasce una dittatura. L’Italia del delitto Matteotti (Laterza, Roma-Bari 2012, seconda edizione 2013), Tea Party. La rivolta populista e la destra americana (con Martino Mazzonis, Marsilio, Venezia 2012), Storia degli Stati Uniti. La democrazia americana dalla fondazione all’era globale (Feltrinelli, Milano 2013, 2016). Ha curato il volume Storia della Shoah. Documenti (Utet, Torino 2006) e la raccolta di discorsi di Robert Kennedy Sogno cose che non sono state mai (Einaudi, Torino 2012).

È infine autore, insieme a Dino Carpanetto, del manuale di storia per il triennio delle scuole secondarie superiori L’idea della storia (Pearson-Edizioni scolastiche Bruno Mondadori, 2017).

Ilaria Porotto

curatrice

Curatore indipendente e consulente d'arte, dal 2005 lavora nel campo dell'arte contemporanea, occupandosi di progetti espositivi ed editoriali, e di art advisor. Completati gli studi universitari a Genova e un Master in Management curatoriale a Roma, ha iniziato subito a collaborare alla realizzazione di importanti esposizioni con artisti di rilievo internazionale, come Damien Hirst, Jeff Koons, Sigmar Polke e Rudolf Stingel. Numerosi sono i progetti seguiti in Italia (i più recenti a Palazzo Grassi, Venezia) e in vari musei e istituzioni.

Dal 15/05 al 16/12

  • martedì, mercoledì, giovedì, venerdì

    15.30 - 20.00
  • sabato e domenica

    10.00-13.00 – 15.00-20.00

Ingresso libero

Spazio Innov@zione

via Roma 17, Cuneo
info@fondazionecrc.it

La mostra

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La visita di Therry Kennedy

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